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La notizia non è delle più incoraggianti e cavalca l’onda della diffusione, a macchia d’olio, delle botnet (le reti di bot controllate da Criminal Hacker per portare a termine Cyber attacchi).

Stando ad un recente rapporto, pubblicato negli Stati Uniti, è stato rilevato che oltre la metà (58%) dei bot maligni, rintracciati a febbraio 2020 dai ricercatori di sicurezza informatica, può ora imitare il comportamento umano.

Poiché le botnet vengono impiegate per lanciare un numero crescente di Cyber attacchi, sta diventando sempre più difficile, per le misurelegacy” di sicurezza informatica, capire la differenza tra gli utenti legittimi e l’attività maligne che provengono da un botnet.

Non solo i bot dannosi stanno aumentando in dimensioni e numero, ma stanno diventando più sofisticati nella loro capacità di imitare il comportamento umano.

Un quarto dei bot maligni sono di quarta generazione, in grado di andare ben oltre l’esecuzione di attività di base come l’accesso a un sito.

La questione è particolarmente problematica per i siti di digital media, dove la ricerca ha riscontrato che più di un quarto del traffico (28%) è ora generato da bot maligni. Come se non bastasse, oltre al danno la beffa: gran parte di questa attività comporta lo scraping (tecnica informatica di estrazione dati da sito web per mezzo di programmi), di contenuti per ripubblicare articoli su siti web pieni di malware (software dannoso).

Questi siti vengono poi utilizzati per pilotare qualsiasi tipo d’attacco di phishing (truffa su Internet per cercare di ingannare le vittime a fornire informazioni personali) millantando, p.es. cure per il virus COVID-19.

I bot maligni si evolvono e, per combatterli, sempre più organizzazioni dovranno investire in misure avanzate di Cyber Security e Cyber Threat Intelligence.

La verità è che non tutti i bot sono malvagi. Ci sono casi di uso legittimo di bot che comportano, per esempio, la condivisione di contenuti tra organizzazioni che hanno una base comune di clienti online. Un quarto del traffico sui siti di media digitali rintracciati, è stato generato da “bot buoni”.

L’ubiquità di questa tecnologia, ci autorizza a dire che questa è l’era “dell’economia delle API”, ma, senza le dovute precauzioni, uno dei maggiori beneficiari di tale economia potrebbero essere i criminali informatici.

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